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Immagine di copertina dell'evento del prof Elisei

Educare al desiderio tra esigenza di autonomia e nostalgia del legame.

Perché a scuola si studia il pessimista Leopardi, un poeta che non stimava la vita, che aveva una visione negativa della realtà? E ancora, perché i suoi testi – i Canti, le Operette morali, lo Zibaldone – continuano ad essere acquistati soprattutto dai giovani? Il motivo è paradossale: Leopardi produce l’effetto contrario a quello che si propone: non crede al progresso e te lo fa desiderare, non crede alla libertà e te la fa amare, chiama illusioni l’amore, la gloria, la virtù, e te ne accende un desiderio inesausto, è scettico e ti fa credente. Attraverso Leopardi il cuore si rimette in moto, riparte desiderando il vero, il giusto, il buono. Il “negativo” Leopardi produce un effetto positivo nei confronti del lettore, il quale si sente edificato, educato, spinto a cercare il senso della propria esistenza in ogni circostanza di vita.

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